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lunedì 3 ottobre 2016

POTERI PIÙ' O MENO OCCULTI





Ho scelto questo simbolo come rappresentazione grafica
di questo post,senza però attribuire ad esso alcun significato negativo.
La Massoneria non è nata come associazione a delinquere.


Il potere, questo conosciuto.
Nel mio post precedente ho parlato di un paio di poteri, più fisici e materiali  che organici, ma sono collegati con quello che sarà oggetto di questo mio sproloquio e cioé i poteri della paura e della suggestione, di cui l'ultimo è forse il più forte e pericoloso di tutti. Perché? Perché, se usato con la dovuta abilità, e prosciugato da qualunque scrupolo di coscienza,  è in grado di metterti il mondo in mano.
Se sei bravo, puoi far credere di tutto a tutti e tenere bene tutti sotto il tuo completo controllo.
Ma il vero punto non è questo.

   Il potere di cui voglio parlare è invece concreto e tangibile e vede un gruppo non molto folto di persone che hanno le nostre vite fra le mani e ci manovrano come marionette decidendo loro il nostro destino, almeno ci sembra. O forse è davvero così?

   Diversamente da come molti di noi immaginavano, questo gruppo - o gruppi - non sono a capo di ciclopiche multinazionali - anche - bensì dietro alle massicce scrivanie degli uffici all'interno delle più grosse banche del mondo e il loro potere giunge a condizionare la politica - ed i politici - dei vari singoli Stati sparsi sul pianeta.

  Quindi, Italiani, non prendiamocela troppo con Renzi se disattende le nostre aspettative non riuscendo a mantenere tutte le promesse annunciate ad inizio mandato. Se ha dovuto - o deve - modificare, o addirittura cancellare qualche buona riforma, varata nel corso del suo incarico, è successo a causa di una telefonata pervenuta da un grosso istituto di credito che ha minacciato di non scucire più un euro se non modifica o cancella quella riforma. E questo non vale solo per Renzi.

   Le banche finanziano le multinazionali del petrolio inducendole a installare impianti in aree che andrebbero ambientalmente tutelate, infischiandosene dell'impatto sulla natura del luogo; le banche scuciono somme ingenti alle lobbies chimiche e farmaceutiche ostacolando la ricerca di terapie alternative per malattie gravi, arrivando a creare altri malanni dal nulla per poi creare altri farmaci a base chimica. velenosi. dagli effetti devastanti sull'organismo umano e animale. che dànno origine ad altre patologie, curabili con un più semplice intervento sulle cellule malate del sangue e sui geni "sbagliati" del DNA. Non  che la rimanipolazione dei geni sia gratis, ma è, se non altro, più veloce della terapia chimica, si applica una volta sola e non ha - almeno si pensa - effetti collaterali invasivi ed invadenti per il fisico.

   Apro una parentesi: la malattia non è un disagio dell'anima come i cultori della medicina orientale amano affermare (ma bisogna pensare che queste teorie hanno 5000 anni e sono state elaborate in un'epoca in cui le nozioni di medicina, fisiologia e fisiatria erano ancora molto lontane dall' essere solo concepite e i medici di allora andavano a sensazioni e a braccio), bensì un'autentica alterazione dello stato fisico del corpo. 

  Per farla breve, se ci si sente male è perché qualcosa nel nostro  corpo non va più come prima e come dovrebbe andare. Una neoplasia è visibile e tangibile. Tuttavia stati di tensione, provocati da preoccupazioni, problemi, drammi e via disperandosi, possono effettivamente intossicare l'organismo avviandolo verso una condizione di malessere e di avvelenamento vero e proprio favorendo così l'insorgere delle tanto temute malattie di questi tempi. 

   Ma un tumore non nasce solo dai rodimenti interiori. Una mano gli è data anche da possibili fattori ereditari. Se in una famiglia c'è un gene "sbagliato" si può condurre una vita beata ma quando scatta il momento fatidico, il gene si attiva e ci si ammala. Il guaio, semmai, è che poi, inevitabilmente ed inesorabilmente, la malattia viene curata con l'approccio chimico per il quale il malato si vede costtetto a sborsare migliaia di dollari o euro quando invece la medicina ha già trovato e sperimentato terapie alternative molto meno tossiche, ugualmenfe valide e risolutive.

  Le banche finanziano le multinazionali farmaceutiche e queste producono tonnellate di antibiotici che i medici prescrivono poi per l'influenza, provocata da un virus e non da un batterio. Ma la comune Aspirina costa 5 euro, una  confezione di antibiotico può costare qualche decina di euro però, secondo le mamme che mettono al mondo i figli e poi si stufano di averli a casa quando stanno male, gli antibiotici accorciano i tempi di guarigione dallo stupido malanno stagionale e contribuiscono al ritorno rapido del figlio fastidioso a scuola.

  E le industrie produttrici di medicinali gongolano travolte dagli ingenti profitti, premiando i medici compiacenti con ricchi compensi.

La crisi economica che stiamo vivendo? Innescata, pilotata.
Come?
Manovre finanziarie arditissime.  Come nel 1929.
Da chi?
Da chi ha saputo guardare oltre, intravedendo subito i vantaggi del "terremoto".
Perché?
Per mantenere l'egemonia, il potere.

   Un' osservazione: i componenti dell'oligarchia si sono chiesti, anche solo per un istante, quanto potrà durare questa pacchia, oppure appoggiano la teoria del carpe diem, ovvero: godiamocela finché durerà, perché, se è così beh... allora non meritano di sicuro quello che hanno conquistato.

   Si può fare qualcosa per fermare l'oligarchia o, almeno, arginare questo suo potere?
Sì, ma non in quattro gatti. Almeno quattro miliardi di terrestri dovrebbero incrociare le braccia e dire no ai burattinai che muovono i fili a cui siamo più o meno tutti legati. Non stiamo più alle vostre condizioni. Ma, evidentemente, o i terrestri non sono abbastanza forti da opporsi oppure - peggio - non lo fanno per pigrizia o convenienza.

   Siamo manovrati? Beh, la responsabilità è loro. Se il filo è abbastanza lungo da poterci muovere quel tanto che ci permetta di svolgere le nostre attività primarie, le grosse rogne sono tutte loro. Grandi poteri? Grandi responsabilità, usava dire lo zio di Spiderman al nipote che aveva acquisito la capacità di arrampicarsi sugli specchi (cosa che molti umani sono ora in grado di fare senza essere stati morsi da un ragno radioattivo). Noi ci occupiamo solo dei fatti nostri.

   E l'oligarchia va avanti tranquilla, indisturbata, con la certezza incrollabile della durata eterna.

    Qualcuno auspica un'eventuale visita dallo spazio, sperando in un ricambio generazionale della guardia, ma se gli extraterrestri sono arrivati, o arriveranno, sappiamo già che sono venuti fin qui grazie allo stadio avanzato della loro tecnologia che, ovviamente denota il loro altissimo quoziente intellettivo. E vi pare che perdano tempo dietro a miseri giochetti di potere? Se sono cattivi, fanno piazza pulita di tutto e risolvono la situazione in modalità definitiva. Se sono buoni, scenderanno con le loro astronavi, daranno u'occhiata, prenderanno informazioni, sospireranno rassegnati e delusi, quindi risaliranno sui loro veicoli e se ne andranno, in cerca di mondi più interessanti, con abitanti meno stupidi.

Nota: questo post mi è stato ispirato da un testo di Marcello Pamio, giornalista, creatore del sito disinformazione.it, dove si possono trovare e leggere altre news intriganti ed incoraggianti come questa che avete appena letto qui. 


venerdì 23 maggio 2014

EUROPA



Domenica 25 maggio si vota per rinnovare il Parlamento Europeo, ma su queste elezioni grava un senso di malcontento, soprattutto in Italia, perché?
Perché quella percentuale di Italiani, che riescono a guardare oltre il loro naso, avvertono quasi un alito di presa in giro da parte degli altri Paesi della Comunità i quali, a volte, paiono "sopportarci" in quanto fanalino di coda dei bilanci economici dell'Unione, senza chiedersi il motivo reale della nostra situazione.
Presto detto. 
Se in principio, dopo il conflitto mondiale, l'adesione dell'Italia a tale progetto era risultato conveniente, ora non lo è più tanto da un pò. Per tener dietro al treno europeo, l'Italia ha dovuto quasi rinunciare - e deve ancora - a molti beni prodotti nel territorio. Si trova a dover buttar via ettolitri di latte, nonché tonnellate di pomodori e frutta per rispettare regole e parametri stabiliti dai "grandi" della Comunità e per non opporre eccessiva concorrenza ad altri Stati produttori degli stessi beni, vedendosi costretta a mantenere prezzi alti di tali prodotti a discapito, specie ora che si trova strangolata da una crisi economica senza precedenti, delle categorie sociali più sfortunate.
Alcuni Stati del Nord Europa poi, hanno trovato il sistema di coltivare prodotti mediterranei in serra, riducendo ulteriormente le nostre esportazioni verso quei Paesi.
In compenso, anche per le sue peculiarità geografiche, l'Italia si trova praticamente a dover assolvere solo obblighi come l'affrontare il pesante afflusso d'immigrazione da ogni dove, con le conseguenze che tale problema apporta alla nostra già disastrata economia.
In parole povere, l'Italia è economicamente quasi all'ultimo posto, ma è al primo a dover togliere le castagne dal fuoco quando queste sono bollenti e intoccabili. Grazie U.E. !!
Allora, che fare?
Uscire dall'Unione?
Non pochi lo auspicano fra cui anche forze politiche nuove ma, in questo, caso ci si domanda: e poi? Con chi facciamo affari? Con l'Africa? Col Medio Oriente? Non contando gli inconvenienti che verrebbero a crearsi nella circolazione all'interno dei Paesi della Comunità.
Sarebbe ora di farci sentire e non rimediare la solita figura dei pecoroni che abbassano la testa e sottostanno silenziosi alle ingiustizie perpetrate nei nostri confronti.
E che dire dell'euro, la moneta unica stabilita nell'Unione?
Ma in questo caso, se svantaggi ci ha portato, tali svantaggi sono dovuti anche alla totale mancanza di controllo interno che avrebbe dovuto essere esercitato nei primi mesi del suo utilizzo. Come purtroppo spesso accade in Italia, la superficialità nelle azioni ha fatto da padrona e noi, ora, ci troviamo prezzi alti dei prodotti e introiti dimezzati, conseguenza di politiche sbagliate ed egoistiche.
Se quest'anno l'affluenza alle urne risulterà scarsa chiediamoci perché. Anzi, no! Sarebbe inutile.




sabato 28 dicembre 2013

Gli alieni...che vogliono stare a casa


3o caso di ipocrisia.

Ritorno sul tema lavoro, ma è inutile che ripeta le stesse cose. Conosciamo tutti la situazione in Italia su questo campo, tuttavia, il mio ritorno sull'argomento è motivato dal desiderio - o dalla disperazione - di alcuni, espressi più o meno in tutto il nostro territorio, ma soprattutto dal centro in giù, di lasciare l'Italia per cercar fortuna altrove.
Che dire?
Visto l'andazzo è comprensibile, ma chi manifesta questa intenzione non creda che, varcato il confine, entri in Paradiso.
Primo assunto: in alcuni Stati dell'Europa, e del mondo, trovare occupazione è forse più facile, le paghe sono più alte, anche di molto, rispetto a quelle elargite in Italia, ma il costo della vita è proporzionalmente più elevato di quello che si sostiene nel nostro Paese (vedere Paesi del Nord Europa dalla Gran Bretagna in su, ma anche in Svizzera non si scherza!). Per contro, negli Stati dove il costo della vita è ragionevole (Spagna e Grecia) il lavoro non si trova e la situazione è peggiore di quella Italiana.
Ultimamente la Spagna ha registrato un 40% di disoccupazione a tutti i livelli e per tutte le età; la Grecia non è neppure da prendere in considerazione.
Secondo assunto: all'estero non siamo molto amati proprio nei Paesi dove un italiano potrebbe trovare qualcosa di buono, e questo, purtroppo, a causa di alcune "mele marce" che in passato, non avendo mostrato molta volontà nel lavorare, hanno gettato fango sulla "razza" permettendo ai popoli ospiti di etichettarci come scansa-fatiche.
Le uniche categorie italiane di lavoratori,  apparentemente ben accette all'estero, sono quella dei ricercatori, accolti ovunque con onore e soldi; e quella dedita al servizio di ristorazione, in parole povere, quella costituita da chi apre ristoranti nei quali si propone l'ottima cucina italica che conquista e mette d'accordo tutti. Le altre categorie soffrono, a meno che i componenti non possano esibire titoli di studio e qualifiche molto alte, e molto competitive, in grado di sbaragliare la concorrenza, spesso formata da elementi che hanno terminato brillantemente la loro carriera scolastica e universitaria presso prestigiosi istituti, raccolti nel Regno Unito, in Francia, e nell'America del Nord.  I "normo-dotati", ossia coloro che vantano curricula culturali normali, che non ricercano, o che non servono vivande succulente, sono destinati, quando va bene, a servire le vivande sopra citate ai tavoli di bar, pizzerie, pub e ristoranti, magari aperti  e gestiti da connazionali.
I nostri emigranti prendono di più rispetto ai loro simili che servono in Italia? Forse. Anzi, senza dubbio, ma poi, quando vanno a far la spesa, trovano che una mela costa due euro oppure, se devono spostarsi con i mezzi per recarsi al lavoro, scoprono che il tragitto per il quale, su un mezzo, in Italia pagano circa 10 euro, nello Stato ospite costa 40 euro o, addirittura 45 sterline. Risultato: alla fine del mese non ci arrivano ugualmente. Vale dunque davvero la pena mollare baracca e burattini nel nostro scalcinato Paese per andare a far sacrifici in suolo estero? Ben inteso che qualcuno ha avuto una buona sorte, rimediando un posto di lavoro in un comunissimo ufficio, ma non sono tanti quanti si vuole far credere. Inoltre, anche all'estero, in alcuni Stati, nel mondo del lavoro ci sono limiti di età per entrarci. Dunque, meglio diradare subito il denso fumo che spesso ci viene sparato negli occhi per nascondere una realtà che invece dovrebbe essere rivelata, e cominciare, invece, a pensare seriamente ad operare cambiamenti definiti qui, nella nostra terra. Molti sospirano lamentandone l'impossibilità per un immobilismo atavico e radicato, prodotto di un malgoverno almeno cinquantennale, ma se andiamo avanti in questo modo, l'Italia si svuoterà dei suoi abitanti per riempirsi di Indiani, Pakistani, Siriani, Magrebini, Romeni, Bulgari, Russi, Cinesi e altri, perdendo del tutto la propria identità e trasformandosi in una sorta di immensa megalopoli cosmopolita degna di un film di fantascienza catastrofista. Per cosa poi?
A questo punto qualcuno potrebbe chiedermi se io ho la "ricetta del secolo" o comunque una ricetta per ovviare all'inconveniente di dover lasciare il suolo natio per sbarcare meglio il lunario. No, ma mi domando, per esempio, perché mai in Italia stenta a decollare la possibilità di lavorare non all'estero, ma con l'estero, comodamente seduti su una sedia nel nostro salotto, nel nostro studio (per chi lo ha), o nella nostra stanza, davanti ad un computer o a un tablet. In altri Paesi del mondo il lavoro a distanza è una realtà da decenni, in Italia lo si guarda in cagnesco, diffidenti.
E' vero che non tutti i mestieri possono essere svolti premendo il tasto ENTER, ma quelli di natura "burocratica" si, quindi, perché, intanto non cominciare da questi ultimi?  Sfortunatamente però, gli Italiani, si sa, - in genere - sono allergici alle innovazioni, salvo poi lamentarsi di doversene andare per mancanza di alternative valide.
E in ogni caso, chi decide di cercare il suo futuro fuori dai confini italiani, pur essendo comunque meritevole di rispetto per la scelta, non creda di essere la quintessenza del coraggio. In questo momento è più difficile rimanere qui, a casa, ma provare a cambiare il futuro delle nostre generazioni per evitar loro di dover espatriare per vivere.

Infine, chi sono gli alieni? Sono quelli che restano. Sono quelli che non vogliono andar via. Sono quelli che non si adattano passivamente alla crisi o ad una situazione comunque negativa; sono invece quelli che silenziosamente, ma inesorabilmente, con tranquilla, tuttavia inarrestabile tenacia, costringono la crisi ed il mondo ad adattarsi alla loro volontà. Sono quelli che, forse, ci salveranno.

sabato 14 dicembre 2013

Gli alieni e il Natale


1o caso di ipocrisia (vedere il post sulla libertà di espressione)

Le donazioni alle associazioni a scopo umanitario

Si avvicinano le feste natalizie e si dice che si debba essere più buoni, più disponibili ad aiutare il prossimo, più generosi; finite le feste si può tornare ad essere stronzi, salvo i casi in cui questo aspetto del carattere non sia assolutamente irremovibile anche di fronte alla capanna del presepio, cosa che sembra avvenire sempre più spesso.
Come essere buoni, disponibili e generosi?
Innanzi tutto, almeno in Italia, è facile esserlo specie nei riguardi dell'Erario che chiede, proprio nel periodo precedente le festività, i contributi più pesanti, concentrandoli fra novembre e dicembre, al contrario di Paesi civili come la Norvegia dove, invece nell'avvicinarsi del Natale, il fisco alleggerisce il carico tributario per lasciare nelle tasche degli abitanti più soldi per impinguare il commercio pre-festivo.
Step numero 2: la generosità degli Italiani verso l'erario è obbligatoria.
Step numero 3: oltre all'Erario, fra la fine di novembre e i primi di dicembre, nelle caselle postali fisiche degli Italiani sbarcano le richieste di denaro da parte delle svariate associazioni umanitarie: Unicef, Ricerca sul cancro, sulla leucemia, Save the children che chiede soldi per i bambini dei Paesi sottosviluppati, Amnesty International che tutela i diritti dei perseguitati politici ed altri raggruppamenti, sorte con intenti apparentemente altruistici, che forse ci sono, ma il cui comportamento, ultimamente, sta facendo nascere dubbi sinistri sulla destinazione dei fondi da essi raccolti col consueto sistema della spedizione di bollettini.
Domanda numero 1: perché, dopo decenni di metodico fund raising a favore delle popolazioni povere dei Paesi del cosiddetto 3o Mondo, operato con costanza anche dalla Chiesa, quei poveretti continuano a vivere nell'indigenza e non sembrano essere stati compiuti tangibili passi del loro sviluppo?
Una risposta possibile mette i brividi. Parte di quei fondi non ha raggiunto l'obiettivo, finendo in mani improprie che hanno usato quel denaro per finanziare conflitti personali e consumare vendette, sempre personali, estese alle tribù abitanti oltre lo steccato del villaggio. Il fatto è gravissimo, ma ora c'è di più.
La raccolta fondi ha indubbiamente funzionato e le somme racimolate per andare incontro ai bisognosi paiono ingenti...molto ingenti...più di quanto ci si aspettasse, più di quanto, calcolatrice alla mano, avrebbero dovuto essere. Una di queste associazioni è passata da un bilancio, positivo di 9 milioni di euro a 23 milioni nel giro di un anno. Malgrado la crisi l'umanità ha di colpo allentato il cordone della borsa elargendo più delle individuali possibilità economiche?
No.
Mentre le immagini di un'efficace campagna pubblicitaria, che mostrano i soliti bambini africani, rinsecchiti dalla fame e dalla sete per impietosire i nostri cuori e indurci a scucire le tasche, girano per le caselle postali di metallo e virtuali della rete, i responsabili della sezione economica di queste associazioni han pensato bene di arrotondare ulteriormente le entrate immettendosi nel mercato di armi e droga. E' proprio il caso di dire: la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. Ma in questo frangente, forse lo sapeva e anche piuttosto bene. Con tutta probabilità, gli addetti ai lavori speravano che altri occhi e altre mani non sarebbero mai venuti a conoscere la verità.
Ora, si possono dare soldi a chi, da una parte, dovrebbe poi passarli agli aventi necessità per dare la vita, e dall'altra prenderli da chi dispensa morte?
E' un controsenso pazzesco e stridente, ma è ciò che è emerso poco tempo fa.
Domanda numero 2: da anni la scienza e la medicina si adopera per sconfiggere malattie mortali come cancro e leucemia; miglioramenti sono stati registrati, ma le malattie non sono state ancora sconfitte. Eppure si combattono da almeno 50 anni.
Risposta possibile, anche questa da brividi: l'eventuale cura risolutiva, se sarà trovata ( e gira già voce che sia stata trovata), taglierà drasticamente gli introiti miliardari alle lobbies farmaceutiche che producono i medicinali contro queste gravi infermità, vendendoli a prezzi proibitivi per singola dose (un flacone di farmaco per chemioterapia può costare fino a 10.000 euro - erano 5000 dieci anni fa - , la metà se acquistato in Paesi come la Svizzera).

Dopo aver letto questo mio piccolo trattato, qualcuno mi chiederà: dove sono e chi sono gli alieni? Gli alieni sono coloro che non credono alle panzane e preferiscono fare la figura degli insensibili egoisti tenendosi il denaro piuttosto che sprecare quel poco che hanno, oltremodo risucchiato da chi continua a sbraitare che stiamo uscendo dal periodo più difficile, erogandolo senza la certezza che arrivi a giusta destinazione.

sabato 7 dicembre 2013

MANDELA, ovvero: gli alieni con la testa dura e le idee rivoluzionarie


E' stato indubbiamente un grande uomo, una specie di faro nella fitta nebbia dell'ignoranza e dei pregiudizi che regnavano spessi e incontrastati in quell'angolo a sud del mondo cinquant'anni e passa fa. E' stato coraggioso e testardo, fronteggiando chi lo contrastava e chi voleva bloccare a tutti i costi un flusso di pensieri ed ideali, a quel tempo rivoluzionari, che invece avrebbero dovuto essere considerati normali. E per questi ideali è rimasto chiuso nella cella angusta di una prigione per 27 lunghi anni, senza mai chiedere grazia o pietà. Onore a un uomo così. Onore a uomini come lui. 
Come il suo co-razziale Martin Luther King, anche lui aveva un sogno: quello di veder cancellato l'odio fra uomini con diverso colore di pelle e possiamo dire che l' ha visto realizzato addirittura nell'elezione di un uomo dalla pelle scura niente meno che alla Casa Bianca.
Ma il nostro Mandela è stato anche fortunato e si sa che la fortuna aiuta gli audaci.
Beh....diciamo che la fortuna è arrivata un pò in ritardo, ma è arrivata sdoppiandosi nei panni di due altri grandi della Storia, con la "S" maiuscola, che, con le loro idee e le loro gesta, hanno scombinato piuttosto pesantemente una situazione di stallo che aveva inchiodato il mondo negli anni '80: Papa Giovanni Paolo II e Mikhail Gorbaciov (forse più il secondo che il primo). Data la natura e la posizione che occupavano, viene spontaneo fotografarli con la mente come il Diavolo e l'Acqua santa: il primo, capo della Chiesa, il secondo, capo di uno stato che osteggiava la Chiesa. Eppure i due personaggi si sono incontrati, si sono piaciuti, hanno preso accordi, hanno cambiato storia e mondo e la storia del mondo. E Mandela ha beneficiato dell'entrata in scena di questi due uomini  i quali, con le loro azioni veramente rivoluzionarie, hanno scardinato qualunque pregiudizio galleggiante in quel periodo. 
Proviamo a tornare indietro a quell'epoca e andiamo a rileggere le cronache sui giornali. 9 novembre 1989: cade il Muro di Berlino e, con esso, per tutto il periodo fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, crollano i regimi totalitari che stringono molti Paesi nella morsa di opprimenti dittature, a cominciare proprio dall'Europa Orientale, proseguendo per il Sud America e infine il Sud Africa. In altre parole, forse, senza Papa Wojtila, ma soprattutto senza Gorbaciov, Mandela sarebbe rimasto in prigione, nella Repubblica Sudafricana oppressa dal razzismo e dall'Apartheid.
Forse.
In ogni caso, l'essenziale è che il nostro "Madiba", come lo chiamavano affettuosamente i suoi conterranei, abbia riconquistato la libertà di azione e di pensiero.
Con lui il razzismo è finito?
Purtroppo no. Anzi! Ora, in alcuni Paesi, è subentrata una forma ancora più subdola che si espleta in odio latente fra persone dello stesso colore di pelle, ma con diverso contenuto del portafoglio; in altre parole: odio fra ricchi e poveri della stessa razza.
Guardandolo in fotografia, il volto di Mandela trasmette simpatia e serenità. Ci restituisce l'immagine di un uomo mite e buono, quasi arrendevole. Ma lui, tutto era fuorché arrendevole.
Ha sostenuto le sue idee sopportando una durissima prigionia di 27 anni in un Paese dove ai carcerati, specie se neri, non venivano risparmiate violenze fisiche e psicologiche. E questo è indice di positiva caparbietà, di "testa dura" come qualcuno definisce questa caratteristica umana, a volte, con tono di accusa. Ma la "testa dura" non è un difetto, è una virtù. Senza questa prerogativa, il mondo avrebbe avuto un'altra storia. Senza questa prerogativa, alcuni personaggi non sarebbero mai riusciti a cambiare il loro destino e quello dell'intera umanità.
Nonostante abbia avuto una vita difficile, Mandela ci ha lasciato a 95 anni. 
Volevo appunto concludere, rivolgendomi a chi è rimasto meravigliato e sconvolto per la sua scomparsa, osservando che a 95 anni, dopo un'esistenza così intensa come la sua, può succedere che si muoia, ma è naturale e bello pensare che, in ogni caso, persone come lui rimangano in vita, seppur virtuale, nei nostri ricordi e sulle pagine dei libri di storia. Perché Nelson Mandela, ovviamente, ha già conquistato il suo meritatissimo posto nella Storia del Pianeta Terra e della sua popolazione.