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venerdì 11 giugno 2021

COMPLOTTI E COMPLOTTISTI

 CI VOGLIONO TUTTI MORTI?

Riflessione semi-seria 

su ciò che sta avvenendo 

in questi ultimi mesi


Più passa il tempo, meno i conti mi tornano, Su cosa? IL Covid.

La versione che corre di bocca in bocca sussurra un possibile complotto.

1) Il Covid è un virus creato intenzionalmente in un laboratorio della lontana provincia cinese di Wuhan ed è stato in seguito diffuso, sempre con intenzione, nel mondo per … svuotare il pianeta? Se cosi fosse, chi ha ideato questo piano assassino non ha effettuato buoni calcoli.

Il virus è circolato rapidamente fra gli abitanti del globo ed ha infettato un sacco di gente, ma i morti sono solo 3 milioni e rotti, pochi a confronto dei quasi 8 miliardi di esseri umani che calpestano il suolo della Terra. Dunque? Se qualcuno, ai piani alti, voleva più spazio intorno a sé non ha valutato correttamente le conseguenze, pertanto possiamo pensare che, forse, l’ intento non era quello di far largo sulla tormentata superficie terrestre. Ma se l’ intento non era la strage, per cosa è stato sparso il virus in giro? O è stato solo un caso?

 

2 ) In questi ultimi due anni in cui il Covid è stato protagonista della scena mondiale  la comune influenza che ci teneva compagnia per tutto l’inverno, tutti gli anni, sembra essere scomparsa dalle nostre vite per cedere lo scettro al Coronavirus senza sapere che il ceppo originario è lo stesso. Anche il virus della comune influenza pare appartenere alla stessa famiglia; il Covid è solo un po’ più pesante. Infatti, sfocia spesso in una polmonite, cosa che accade anche con la comune influenza soltanto se questa viene trascurata dal malato.

Il Covid può essere curato? Certo! Sono stati trovati i farmaci ad hoc e, dopo i primi mesi di panico assoluto, alla fine di una teoria di decessi, i colpiti han cominciato a guarire permettendo ai sani di tirare un sospiro di sollievo. Il Covid non uccide! Se ci si ammala, se ne esce; un po’ acciaccati, ma se ne esce. Il Covid non è mortale. Non solo. Diversamente da come è stato fatto credere, non è neppure facile contrarlo. Non è trasmesso da uno starnuto o un colpo di tosse, bensì in determinate condizioni e situazione. Ma questo viene taciuto. La gente DEVE aver paura di ammalarsi, quindi, tutti chiusi in casa e, fuori, indossando sempre una mascherina di protezione il che è, comunque, una saggia misura preventiva contro il rafforzarsi del contagio e contro l' inquinamento atmosferico. Il resto è leggibile su altri miei post sottostanti.

 

3).  Se chi, ai piani alti, voleva il genocidio non avrebbe consentito l’ impiego dei vaccini, lasciando, al contrario, i propri simili morire come mosche. Invece è arrivato il vaccino, anzi! I vaccini! Già, perché, ritornando ai tempi della nostra giovinezza, ricordando quelli a cui ci sottoponevamo per poter frequentare la scuola, di vaccini ce n’era uno solo per ogni malattia, o gruppo di malattie: il famoso trivalente (difterite, tetano, ipertosse), vaiolo e polio. Non c’erano Astrazeneca, Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson. Non ricordo nemmeno se avessero un nome. Forse lo avevano ma, all’ epoca, non ci siamo mai preoccupati di saperlo. Il vaccino prendeva in prestito il nome della malattia che combatteva.

 

4) Il Covid è partito dalla Cina ed è stato diffuso per motivi politici. Lo scopo è di imporre il Comunismo nel mondo. Questa è enorme! L’umanità si dovrebbe piegare ad un governo totalitario, di tipo popolare, con la paura di morire per un virus? Che fantasia!

 

5) Il Covid è stato sparso nel mondo per favorire, in un secondo tempo, la produzione e la diffusione dei vaccini attraverso i quali viene iniettato anche un microchip il cui utilizzo è mirato ad un più facile controllo generale delle masse. In poche, altre, parole povere, grazie al microchip, il gruppo ai piani alti può conoscere i fatti nostri e indirizzarci verso usi, costumi, consumi e prodotti definiti,  privandoci pian piano della nostra capacità di scelta. Anche questa non è male! Ma nel delirio qualcosa di vero c’è, però non è nel vaccino. Non è solamente li. Il controllo globale delle masse, se è in funzione, è stato applicato già nell’ averci indotto ad un più intenso utilizzo della tecnologia promuovendo il remote working, didattica a distanza, videoconferenze e tutte le attività da svolgere in rete, metodo indubbiamente efficace per sapere cosa facciamo ogni istante della nostra vita. E via complottando.

Cosa fare per evitare di diventare trasparenti ad occhi indiscreti? Spegnere tutti i dispositivi che aprono le nostre porte alla realtà virtuale e tenerli spenti per sempre? Basterebbe? Se con una piccola, veloce iniezione veniamo marchiati, non credo proprio. Sempre che tutto ciò sia vero.

 

6) Oltre a morire – prima – di Covid 19, ora la gente muore anche a causa del vaccino contro il virus. I vaccini sono pericolosi. I vaccini sono velenosi. Provocano effetti collaterali devastanti, talvolta letali. Allora ai piani alti la volontà è solo quella di uccidere tutti, o almeno molti, senza eccessiva fretta, per lasciar credere altro alle potenziali vittime dell’ecatombe. Infatti, in aggiunta agli effetti collaterali dannosi, l’ ultima scoperta è che sono stati compiuti errori nella fase pratica di somministrazione del vaccino. Ogni flacone di esso dovrebbe essere impiegato per vaccinare 4, 5 persone mentre invece è “sparato” ad una sola. Ti credo che poi i vaccinati stanno male o muoiono! Ma anche questo è un caso? O l’errore è voluto per ampliare il parterre dell’ eccidio?

Insomma, il campo delle ipotesi sull’ invasione del Covid 19 è vastissimo e ci si può divertire in tutti i modi a costruire intere metropoli di supposizioni su come qualcuno vuole, e sta riuscendo, a renderci la vita difficile.

lunedì 7 giugno 2021

UNA BELLA SODDISFAZIONE

 NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE ...


Si dice che non tutto il male viene sempre per nuocere ed è vero, specie in questo ultimo periodo, concomitante con la pandemia di Covid. 


Cos'ha portato di buono la pandemia? L'emergere di un fenomeno odioso qual è lo sfruttamento nel lavoro che, ovviamente, non è di oggi, bensì di sempre, ma che l'epidemia sembra aver ripescato dal fondo del mare o di un lago melmoso. Cosa ne ha provocato il decisivo affioramento? 

Il Reddito di Cittadinanza.


Riassunto delle puntate precedenti (è necessario che ripeta tutto? In rete si trova molto sull' argomento, anche nei dettagli).


Il RdC è un provvedimento anti-povertà, voluto e varato dal Movimento 5 Stelle un paio di anni orsono (2019) per ridare fiato a chi fiato non aveva più avendo oltrepassato di molto l'ultimo buco della cinghia, stretto dalla morsa della crisi economica che, in svariati casi, aveva tolto il necessario non per vivere ma per sopravvivere. 


Come funziona, in soldoni, il Reddito.


Il Reddito è una somma variabile secondo l'ISEE, erogata mensilmente per un periodo massimo di 18 mesi, rinnovabile, che serve ad affrontare le spese consuete della vita quotidiana: affitto, utenze e alimenti più qualche extra rientrante nel normale come abiti, scarpe, ma anche dispositivi per un minimo di comfort tipo gli elettrodomestici, o telefoni e computer per lavoro ed altro.

Contropartita: il percettore del Reddito si dovrebbe, di suo, impegnare nel procurarsi un' occupazione o, quanto meno, rientrare nel mondo lavorativo.

Come? Attraverso i Centri per l'Impiego, chiedendo consulenza e aiuto ai Navigators, fantomatiche figure professionali che, al momento, paiono navigare in alto mare, in acque tumultuose, e che sono comunque poco visibili e operative (tuttavia, per fare poco e niente, prendono €1.600-1.800 al mese).


Cosa è accaduto dopo e cosa sta accadendo.


Oltre ad uccidere le persone, il Covid ha finito con l'uccidere pure l'economia già in stato comatoso. Tanta gente ha perso il proprio lavoro ed è diventato difficile, talvolta impossibile, trovarne un altro. 

Il Reddito è andato incontro a questa situazione dando respiro a chi è rimasto letteralmente con le tasche vuote ma… è ora accusato di essere la causa primaria di un impigrimento da parte dei percettori di tale vantaggio, che sembra non vogliano più lavorare adagiandosi nella comodità di ricevere quella somma mensile non altissima, tuttavia sufficiente per campare senza affaticarsi troppo. Vero? Forse, ma qui sta il punto.


Vale la pena sfiancarsi di lavoro 12, 14 ore al giorno per la stessa cifra? Sì, se non ci sono alternative per guadagnarsi il pane quotidiano, no, se questo pane è reperibile senza grandi sforzi. 

Morale della favola: un buon numero di imprenditori appartenenti alle categorie di servizi al pubblico, specie ristorazione, si stanno disperando per l'improvvisa assenza di personale adibito a questo scopo. Motivo? Alla prospettiva di 6-700 euro al mese, pattuiti - e a volte neanche ricevuti -  per 10-12-14 ore giornaliere di corse frenetiche fra i tavoli di bar e ristoranti, molti hanno preferito restare a casa e godersi il Reddito. E non solo al Sud Italia.

A pari cifra perché ammazzarsi di fatica? È un incitamento al dolce far nulla? No. È un messaggio chiaro a chi offre lavoro: il lavoratore VA PAGATO! Non è un lusso, è un diritto. Se poi il lavoratore non lavora, è un altro paio di maniche e sono fatti suoi. 


Il Reddito ammonta ad un massimo di € 780 a persona, dunque, chi offre lavoro ad un percettore di questa somma deve, per legge, proporre almeno il 10% in più della cifra ricevuta dall' INPS, diversamente, il beneficiario del Reddito può rifiutare la proposta. 


Dopo il varo del lavoro a distanza, questa è stata la maggior soddisfazione che ho provato in questi ultimi due anni. 

Grazie,  Covid 19! 


lunedì 15 marzo 2021

SMART WORKING, 2° CAPITOLO. Si fa sul serio.

 SMART WORKING

O MEGLIO, 

REMOTE WORKING

(segreti e regole)



Sarò breve.
Non torno a parlare dello SMART WORKING, avendo già trattato l'argomento in posts precedenti (scendere di qualche pagina), ma fornisco alcune info sulle regole che dovrebbero tutelarlo e tutelare i lavoratori  operanti in questa modalità, poiché sempre di lavoro si parla, dunque, va regolamentato. 
Eccole qua 

Anteprima
- Lo smart working e/o il remote working è accordato su base volontaria, con l' eventuale datore di lavoro;
- allo/la smart worker - e/o remote worker vengono riconosciute pause di 15 minuti ogni due ore; 
- non ha l' obbligo di disponibilità continuata anche fuori orario;
- ha la copertura sanitaria ed assicurativa;
- ha il diritto di lavorare in ambiente sano, con comfort e dispositivi adatti al lavoro;
- ha il dovere di lavorare;
- sugli straordinari, c' è qualcosa da rivedere.

CI RISIAMO !



 COVID 19 - 2, la vendetta:

RIFLESSIONI


Dopo aver colorato l'Italia in bianco, giallo, arancione e rosso per distinguere le regioni secondo il RT (percentuale contagi), motivi arcani hanno gettato una bella secchiata di rosso su quasi tutta la penisola etichettandola come nazione ad alto rischio Covid. Perché? Boh? Soprattutto: come mai, per esempio, da giallo, il Lazio è stato tinto di rosso nel giro di pochi giorni? 


Rumors sussurrano errori di calcolo o mancati aggiornamenti nei dati. In parole povere, chi di dovere si è basato su dati di due settimane prima.

Ma potrebbe essere altro.

Sta di fatto che molti italiani si trovano di nuovo a relegarsi in casa per almeno tre settimane, Pasqua inclusa, con le ormai note conseguenze: per molti, ovvero: niente lavoro, niente soldi. D' accordo, ci sono i bonus, ma i soldi non entrano in tasca o in banca, il giorno dopo. 


Alcuni aspettano la cassa integrazione dallo scorso anno. Sì sa che in Italia i tempi d'attesa per ottenere un diritto sono biblici. 

Ma il punto non è questo.

Non è solo questo. 

Pausa lockdown: tre settimane.


L' anno scorso la pausa durò due mesi al termine dei quali la curva dei contagi sembrava essersi spianata, ma non del tutto. 

L'estate parve sistemare le cose illudendoci di essere usciti dal pericolo. Neanche per sogno! 

A settembre, ritornati al lavoro, riaperte le scuole, il Covid è riesploso più vispo di prima costringendo il Governo a riapplicare restrizioni anti-pandemia. Non solo non sono servite ma il virus, come ogni buon virus che sia rispettato, ha procreato, partorendo varianti sparse nel globo: inglese, brasiliana, nigeriana & Co. Risultato: riecco il lockdown! Basteranno tre settimane?


No. Ora c' è il vaccino, anzi! Varie edizioni di vaccini, prodotte in vari paesi del mondo tra cui anche l' Italia. Saranno efficaci? Forse. Al momento, le notizie sono focalizzate sugli effetti collaterali, ingigantite dai no-vax, cioè coloro che "non mi vaccino neanche sotto tortura!" per principio, perché sono, in ogni caso, contrari alla sola idea del vaccinarsi, indipendentemente dalla situazione, chiusi a riccio nel guscio del loro egoismo.


Tuttavia, al di là di queste convinzioni, giuste o sbagliate che siano, la questione è un' altra: chi ha qualche anno (nato dopo la Guerra e oltre) ricorderà senz'altro la famosa tri-valente, vaccino contro vaiolo, difterite e tetano, oppure il popolare anti-polio, contro la terribile poliomielite. Questi vaccini erano seguiti da "richiami", ovvero, puntate seguenti ogni tanto tempo allo scopo di rafforzare le difese organiche contro i temibili morbi. Ebbene, le ondate vaccinatòrie sono durate non anni, decenni, alla fine delle quali, malattie come il vaiolo e la difterite sono scomparse dalla lista nera delle calamità sanitarie mondiali. Ripeto: anni! E noi pensiamo davvero che una campagna vaccinatoria, seppur globale contro il Covid, debelli il virus come farebbe la bacchetta magica di un mago, in poco tempo? Se lo pensiamo siamo degli illusi. Il Covid incomberà su di noi per un bel po'. 


E ancora: siamo sicuri che, in caso positivo, alla fine tutto torni come prima della pandemia? Se sì, siamo ulteriormente illusi. 

L' episodio ci ha segnato in modo indelebile; ci ha indotto pian piano a cambiare abitudini, atteggiamenti e comportamenti verso la vita e il nostro prossimo.

I cambiamenti sono stati in meglio? Non è scontato. Il maggior isolamento e i forzati ridotti contatti coi nostri simili sembra ci abbiano in qualche modo inaridito. Non siamo più tanto disponibili come prima. 

Qualcuno vuole che sia così?


Qualcuno sta manovrando per separarci, tenerci lontani perché? Per manipolarci meglio?

I complottisti vanno a nozze con questa teoria e, forse, non è poi del tutto bizzarra e sbagliata. Presi da soli siamo più vulnerabili e sensibili a vari messaggi mirati. Il proverbio: l' unione fa la forza non è solo un motto, è una verità. Se sì coalizza, la massa può essere un'arma letale contro chi vuole maneggiarla e piegarla ad una qualsiasi volontà malvagia. Il guaio è che la massa appare inerte, quasi rassegnata ad un triste destino pecoresco.


O è soltanto un' impressione? Perché se è soltanto un'impressione; se la massa sta preparando qualcosa, l'esplosione del Vesuvio sarà nulla confronto la reazione della gente arci-stufa di essere manipolata e canzonata. Malgrado esiti, talvolta deludenti, la Storia insegna che quando certi livelli di tolleranza verso situazioni sgradevoli sono superati, i popoli si fanno sentire e sono guai per chi ha esagerato nell'imporre quelle situazioni.


lunedì 26 ottobre 2020

RIASSUNTO PUNTATE PRECEDENTI E AGGIORNAMENTO SU COVID19

 



26 ottobre 2020

 

Ci risiamo.

Dopo circa 5 mesi di "libertà", e forse proprio a causa di questa, siamo prossimi ad una nuova chiusura benché meno stringente di quella primaverile. Di nuovo divieti, di nuovo limitazioni ai movimenti in quanto la libertà aveva allargato di molto le maglie del permissivismo. Si poteva andare dove si voleva e le protezioni anti-virus  erano da indossare solo nei luoghi chiusi a rischio assembramento. Tutti noi abbiamo fatto un po' il nostro comodo, il Covid si è sparso, i contagi sono schizzati alle stelle ed è stato giocoforza rimettere il popolo in carreggiata.

Il guaio però è che, con maggiore libertà d'azione l'economia aveva ripreso fiato e alcune categorie di attività erano anche ripartite bene, grazie ad un'estate calda e soleggiata che ha favorito le uscite diurne e notturne di vacanzieri e residenti.

Pochi hanno varcato i confini italiani e molti hanno riaperto le case di villeggiatura nei luoghi di mare e montagna in cui hanno trascorso le loro vacanze del 2020, dopo anni di vagabondaggi fuori confine.

Risultato: in alcuni posti rinomati, ma anche meno, sono stati registrati pienoni da anni '60 o '80, con le vie intasate di traffico automobilistico. Bene.

Nonostante ciò, il turismo è stato forse il settore economico che più di tutti ha risentito di questa strana annata, trascorsa fra le "mura domestiche" italiane.

E negli altri versanti?

Non è andata alla grande. Anche il commercio ha sofferto di cali vistosi nelle vendite. Il lockdown primaverile ha svuotato le tasche degli italiani, frenando l' entusiasmo negli acquisti.

Il famoso, tanto strombazzato, "smart workingsembra finalmente essere decollato pur con ancora molte perplessità, soprattutto nel fronte scuola, con la didattica a distanza che non ha dato gli esiti sperati e desiderati. Ricordo che lo smart working NON è il lavoro a distanza. E' la modalità di lavoro "intelligente", scaltra, ovvero, ben strutturata, che produce tanto con poco sforzo. Il lavoro a distanza è remote working, cioè, lavoro in remoto, dunque via Internet, eseguito con mezzi elettronici, ed è un elemento dello smart working. 

 Si, è vero:insegnare a distanza non è poi tanto facile come forse molti credevano. Ma è possibile. Basta solo sapersi organizzare usando i dispositivi informatici come devono essere usati. Non occorre essere genii in campo, né dotati di lauree specifiche. Occorre solo saper usare gli strumenti a disposizione per questa nuova modalità operativa, e non è difficile. I nuovi dispositivi sono semplici e alla portata di tutti. Anche i bambini sono forniti di smartphones e sono in grado di manovrarli con estrema disinvoltura, molto più dei "grandi".

Solo un particolare: le nuovissime generazioni, fino all'età di vent'anni, si sono dimostrate molto meno abili coi computers. Forse perché sono nati con i cellulari, diversamente dalla nostra generazione (dal 1950 in qua) che ha incontrato i computers lungo la strada e ha imparato ad adoperarli partendo dai primi modelli a parete, i famosi calcolatori elettronici, adornati di cavetti e lucine, che coprivano almeno tre pareti di una stanza. All'epoca era roba da fantascienza, visibile solo in certi film di genere.

In ogni caso, non importa. L' importante è cominciare e l' inizio, grazie al Cielo, c'è stato. Ci si augura che questo sistema continui. E non è assolutamente vero che il lavoro a casa, e da casa, isoli. L'eventuale isolamento è voluto dal singolo il quale ha evidente difficoltà nelle relazioni col prossimo. Succede. Per chi è socievole ed estroverso non ci sono monitors o muri che possano ostacolare la propria esuberanza.

Il mondo della scuola, però, funziona in maniera lievemente diversa. Specialmente alle elementari, i piccoli, appena usciti da casa e dalle coccole materne, cercano in classe la stessa calda e accogliente atmosfera che respirano all' interno delle loro dimore. Cercano contatti fisici con le maestre, mamme a tempo durante le lezioni. 

E la faccenda si fà più difficile e delicata. 

Un computer non è la mamma, né la maestra, e vedere la maestra sullo schermo di un portatile non ha lo stesso effetto che ha poterla toccare o perfino abbracciare. Pare incredibile, ma anche una maestra avverte la stessa mancanza di quel fantastico rapporto umano che instaura con i suoi piccoli allievi.

Rovescio della medaglia dello smart working: questo metodo potrebbe contrarre posti di lavoro, necessitando meno personale che svolga i vari incarichi. Ma non è ancora detto. Lo si potrà constatare allorquando questo nuovo modo di lavorare sarà entrato a pieno regime.

Tuttavia, il punto nevralgico è proprio qui: il lavoro, che, comunque, non c'è, e il denaro, che è venuto a mancare nei portafogli e nei conti correnti dei nostri compatrioti, specie in quelli di commercianti e liberi professionisti, le categorie di lavoratori che campano solo con gli introiti delle loro attività, senza poter contare su un reddito fisso.

Come risolvere la questione? Il governo e gli enti previdenziali sono intervenuti a cercare di tappare la grossa falla con provvedimenti tappabuchi last minute, simpaticamente, - e con una discreta dose di sana ipocrisia - denominati bonus

Invero si sono scatenati: bonus per affitti, spesa, addirittura acquisto di biciclette e monopattini, riparazione di vetture, case e tutto ciò che è riparabile; equipaggiamento elettronico per remote working e didattica a distanza, e chissà cos' altro sarà inventato per rimpinguare le magre sostanze finanziarie, ulteriormente depauperate da mesi di immobilità forzata. 

Eh già! 

Forse è una mia balzana idea, ma questi interventi hanno l' aroma di una sorta di nemesi sopraggiunta inaspettata per chi ha peccato di appropriazione indebita di ricchezze altrui. 

Per dirla in breve e parole semplici, I precedenti governi Italiani hanno sottratto per anni denaro pubblico, denaro nostro, degli abitanti nello Stivale, sotto forma di inique e, spesso, inutili tasse ed imposte che NON ci sono tornate indietro sotto forma di servizi ai quali avevamo pieno diritto, e che abbiamo dovuto pagare, oltre ad aver visto i nostri soldi sparire in misteriosi e profondissimi baratri senza fine. Che ora i rei debbano restituire la refurtiva in veste di contributi per far ripartire l'economia prima che il Paese soccomba in una crisi senza precedenti? Sarebbe divertente, nonché di grande soddisfazione per noi.

E' un'idea, eh!  

 

Ultimo punto: la protezione sanitaria individuale. E' raccomandato fino alla nausea di indossare le mascherine, sebbene un buon numero di medici non le veda di buon occhio e non le ritenga una barriera abbastanza garantita contro il contagio , tuttavia, un dato è sicuro: non si sa se ci salveremo dal Covid, ma di certo ci ammaleremo molto meno di raffreddore ed influenza. 

Che non è poi male del tutto !


giovedì 3 settembre 2020

AL CINEMA AL TEMPO DEL COVID

 

Ebbene sì. Ieri, 2 settembre, ho rimesso piede in un cinema nell' occasione di andare a vedere TENET, film del momento, che pare aver riconciliato la gente con la 7a arte, se mai ci abbia litigato.

 

Trafila COVID: si attende fuori dal locale, si è invitati a compilare un modulino in cui è stampato nome, cognome, numero di telefono, sala, orario inizio spettacolo e altro. Violazione della privacy, qualcuno chiede e si chiede? Niente paura, garantisce il giovane che dirige il traffico. I vostri dati saranno dimenticati presto. Boh?




Una volta compilato il modulino, si entra e ci si reca alla cassa, si consegna il modulo e il cassiere ti mostra la piantina della sala cinematografica in cui puoi scegliere il posto da dove vedere il film.

 

All' entrata in sala, si scopre che una fila sì ed una no sono coperte da un nastro rosso e bianco di quelli usati per sigillare un luogo non accessibile alla plebe.




Tutte misure di sicurezza anti-COVID. Efficaci? Non sappiamo, ma chi di dovere prova a metterle in pratica e, soprattutto, a farle rispettare.

 

A questo punto, accomodati sul nostro sedile ci accingiamo a vedere il film che inizia quasi subito senza preamboli, senza pubblicità, senza anteprime di altri film in uscita, se usciranno.




 

Il film? TENET. L' ho scritto prima e recensito qui.

Com'è? Difficile dirlo. A me è piaciuto forse perché amo i film strani e questo lo è di sicuro. Agli altri spettatori l' ardua sentenza.

 

La trama è intricatissima, ma interessante. Si parla di viaggi nel tempo. Si cerca di evitare un conflitto mondiale spostandosi avanti e indietro negli anni, nel tentativo di bloccare un genocidio desiderato da un uomo che ha i giorni contati e non vuole morire da solo.

 

Le implicazioni morali sono tante e pesanti. E' possibile decidere il futuro dell' umanità soltanto perché si è giunti alla fine dei propri giorni? Nessuno è Dio, se questo esiste, e nessuno ha il diritto di decidere per gli altri, tuttavia è comprensibile il pensiero di un individuo, senza dubbio dotato di una notevole intelligenza,  che vede la sua specie incurante del declino a cui il pianeta va incontro.

Ma non è questa la soluzione ideale per risanare le cose. E uno dei personaggi del film glielo fa notare esibendosi in un predicozzo moralista finale che potrebbe dar fastidio, però ci sta tutto, non per una questione religiosa, bensì pratica.

 

Annientata questa razza umana, siamo sicuri che un' eventuale prossima sia migliore della presente? Se l' umanità non è stata creata da una mano divina e si ripropone in un lontano futuro, dopo un olocausto, siamo certi che i nuovi esseri umani nasceranno e si evolveranno con caratteristiche genetiche diverse dalle attuali nostre? Oppure l' Uomo è proprio così, come quello che vive al nostro tempo? E se così fosse, il genocidio sarebbe inutile.

 

Christopher Nolan, il geniale regista del film, si è inoltre divertito a disseminare la storia di enigmi: il Quadrato di Sator, iscrizione latina, nonché nome di un personaggio della pellicola, è una pietra su cui sono incise 5 parole palindrome, , ovvero: leggibili sia da sinistra che da destra, composte da 5 lettere ciascuna.

 

TENET

SATOR

AREPO

OPERA

ROTAS

 

Si scopre presto che le parole hanno un legame fra loro e, insieme, risolvono il rebus.

Basta seguire il film con grande attenzione.

 

Viaggi nel tempo: argomento trattato un numero spropositato di volte in tante opere letterarie e cinematografiche. Se fosse possibile, molti tornerebbero indietro nel tempo per porre rimedio a guai apparentemente irrimediabili, ma se gli eventi vengono cambiati cosa accadrebbe dopo? Se volessimo, per esempio, impedire l' incontro fra i nostri genitori, noi non nasceremmo. Non è facile come pensiamo, ma è divertente immaginarlo. Nel mondo della fantasia ciò è fattibile, dunque, restiamo in quel mondo, rimanendo però sempre consapevoli che solo in quella dimensione possiamo cambiare le cose come vogliamo.

 

Nel mondo reale, no, ma possiamo fare qualcosa almeno per migliorare la nostra vita sulla Terra. Abbiamo il dovere di farlo. E ne abbiamo tutto il diritto. Il mio non vuole essere il solito monito moralista. E' un dato di fatto. Una questione pratica.

 

Al termine di questa mia riflessione, e del resoconto di questa mia piccola curiosa esperienza che, con tutta probabilità, molti avranno, invito a non scoraggiarsi e ad andare ugualmente al cinema.

 

Per questo film, la trafila anti-COVID vale. Per gli altri, non lo so ancora.


giovedì 25 giugno 2020

CURIOSITA' LINGUISTICHE


RUBRICHINA LINGUISTICA 
4A puntata

Spagnolo vs Tedesco



Traduzione di mattino e domani

Lo spagnolo ed il tedesco, appartenenti a ceppi linguistici diversissimi; la prima al ceppo latino, la seconda a quello anglo-sassone,  hanno tuttavia alcuni elementi in comune; pochi, ma li hanno. Ed eccone uno: la traduzione dei sostantivi domani e mattina/o.

Spagnolo: mattina = mañana (femminile: la mañana); domani = mañana (maschile, inteso sia come domani, avverbio temporale, sia come futuro: el mañana ).

Tedesco: mattina = Morgen (femminile: die Morgen), mattino = der Morgen (maschile); domani = das Morgen (avverbio, neutro, inteso come giorno successivo a oggi, e futuro generico).

I vocaboli, ovviamente sono diversi, ma il concetto e il modo di tradurli, nelle due lingue, è molto simile. In entrambe, è usata la stessa parola cambiando il genere secondo il caso. 

Alla prossima curiosità linguistica.