SMART WORKING
O MEGLIO,
REMOTE WORKING
(segreti e regole)
Gli alieni sono fra noi, ma non sono quelli giunti presumibilmente da altri mondi, nell'universo.
SMART WORKING
O MEGLIO,
REMOTE WORKING
(segreti e regole)
COVID 19 - 2, la vendetta:
RIFLESSIONI
Dopo aver colorato l'Italia in bianco, giallo, arancione e rosso per distinguere le regioni secondo il RT (percentuale contagi), motivi arcani hanno gettato una bella secchiata di rosso su quasi tutta la penisola etichettandola come nazione ad alto rischio Covid. Perché? Boh? Soprattutto: come mai, per esempio, da giallo, il Lazio è stato tinto di rosso nel giro di pochi giorni?
Rumors sussurrano errori di calcolo o mancati aggiornamenti nei dati. In parole povere, chi di dovere si è basato su dati di due settimane prima.
Ma potrebbe essere altro.
Sta di fatto che molti italiani si trovano di nuovo a relegarsi in casa per almeno tre settimane, Pasqua inclusa, con le ormai note conseguenze: per molti, ovvero: niente lavoro, niente soldi. D' accordo, ci sono i bonus, ma i soldi non entrano in tasca o in banca, il giorno dopo.
Alcuni aspettano la cassa integrazione dallo scorso anno. Sì sa che in Italia i tempi d'attesa per ottenere un diritto sono biblici.
Ma il punto non è questo.
Non è solo questo.
Pausa lockdown: tre settimane.
L' anno scorso la pausa durò due mesi al termine dei quali la curva dei contagi sembrava essersi spianata, ma non del tutto.
L'estate parve sistemare le cose illudendoci di essere usciti dal pericolo. Neanche per sogno!
A settembre, ritornati al lavoro, riaperte le scuole, il Covid è riesploso più vispo di prima costringendo il Governo a riapplicare restrizioni anti-pandemia. Non solo non sono servite ma il virus, come ogni buon virus che sia rispettato, ha procreato, partorendo varianti sparse nel globo: inglese, brasiliana, nigeriana & Co. Risultato: riecco il lockdown! Basteranno tre settimane?
No. Ora c' è il vaccino, anzi! Varie edizioni di vaccini, prodotte in vari paesi del mondo tra cui anche l' Italia. Saranno efficaci? Forse. Al momento, le notizie sono focalizzate sugli effetti collaterali, ingigantite dai no-vax, cioè coloro che "non mi vaccino neanche sotto tortura!" per principio, perché sono, in ogni caso, contrari alla sola idea del vaccinarsi, indipendentemente dalla situazione, chiusi a riccio nel guscio del loro egoismo.
Tuttavia, al di là di queste convinzioni, giuste o sbagliate che siano, la questione è un' altra: chi ha qualche anno (nato dopo la Guerra e oltre) ricorderà senz'altro la famosa tri-valente, vaccino contro vaiolo, difterite e tetano, oppure il popolare anti-polio, contro la terribile poliomielite. Questi vaccini erano seguiti da "richiami", ovvero, puntate seguenti ogni tanto tempo allo scopo di rafforzare le difese organiche contro i temibili morbi. Ebbene, le ondate vaccinatòrie sono durate non anni, decenni, alla fine delle quali, malattie come il vaiolo e la difterite sono scomparse dalla lista nera delle calamità sanitarie mondiali. Ripeto: anni! E noi pensiamo davvero che una campagna vaccinatoria, seppur globale contro il Covid, debelli il virus come farebbe la bacchetta magica di un mago, in poco tempo? Se lo pensiamo siamo degli illusi. Il Covid incomberà su di noi per un bel po'.
E ancora: siamo sicuri che, in caso positivo, alla fine tutto torni come prima della pandemia? Se sì, siamo ulteriormente illusi.
L' episodio ci ha segnato in modo indelebile; ci ha indotto pian piano a cambiare abitudini, atteggiamenti e comportamenti verso la vita e il nostro prossimo.
I cambiamenti sono stati in meglio? Non è scontato. Il maggior isolamento e i forzati ridotti contatti coi nostri simili sembra ci abbiano in qualche modo inaridito. Non siamo più tanto disponibili come prima.
Qualcuno vuole che sia così?
Qualcuno sta manovrando per separarci, tenerci lontani perché? Per manipolarci meglio?
I complottisti vanno a nozze con questa teoria e, forse, non è poi del tutto bizzarra e sbagliata. Presi da soli siamo più vulnerabili e sensibili a vari messaggi mirati. Il proverbio: l' unione fa la forza non è solo un motto, è una verità. Se sì coalizza, la massa può essere un'arma letale contro chi vuole maneggiarla e piegarla ad una qualsiasi volontà malvagia. Il guaio è che la massa appare inerte, quasi rassegnata ad un triste destino pecoresco.
O è soltanto un' impressione? Perché se è soltanto un'impressione; se la massa sta preparando qualcosa, l'esplosione del Vesuvio sarà nulla confronto la reazione della gente arci-stufa di essere manipolata e canzonata. Malgrado esiti, talvolta deludenti, la Storia insegna che quando certi livelli di tolleranza verso situazioni sgradevoli sono superati, i popoli si fanno sentire e sono guai per chi ha esagerato nell'imporre quelle situazioni.
26 ottobre 2020
Ci risiamo.
Dopo circa 5 mesi di
"libertà", e forse proprio a causa di questa, siamo prossimi ad una
nuova chiusura benché meno stringente di quella primaverile. Di nuovo divieti,
di nuovo limitazioni ai movimenti in quanto la libertà aveva allargato di molto
le maglie del permissivismo. Si poteva andare dove si voleva e le protezioni
anti-virus erano da indossare solo nei
luoghi chiusi a rischio assembramento. Tutti noi abbiamo fatto un po' il nostro
comodo, il Covid si è sparso, i contagi sono schizzati alle stelle ed è stato
giocoforza rimettere il popolo in carreggiata.
Il guaio però è che, con maggiore
libertà d'azione l'economia aveva ripreso fiato e alcune categorie di attività
erano anche ripartite bene, grazie ad un'estate calda e soleggiata che ha
favorito le uscite diurne e notturne di vacanzieri e residenti.
Pochi hanno varcato i confini italiani e
molti hanno riaperto le case di villeggiatura nei luoghi di mare e montagna in
cui hanno trascorso le loro vacanze del 2020, dopo anni di vagabondaggi fuori
confine.
Risultato: in alcuni posti rinomati, ma
anche meno, sono stati registrati pienoni da anni '60 o '80, con le vie
intasate di traffico automobilistico. Bene.
Nonostante ciò, il turismo è stato forse
il settore economico che più di tutti ha risentito di questa strana annata,
trascorsa fra le "mura domestiche" italiane.
E negli altri versanti?
Non è andata alla grande. Anche il
commercio ha sofferto di cali vistosi nelle vendite. Il lockdown primaverile ha
svuotato le tasche degli italiani, frenando l' entusiasmo negli acquisti.
Il famoso, tanto strombazzato, "smart working" sembra finalmente essere decollato pur con ancora molte perplessità, soprattutto nel fronte scuola, con la didattica a distanza che non ha dato gli esiti sperati e desiderati. Ricordo che lo smart working NON è il lavoro a distanza. E' la modalità di lavoro "intelligente", scaltra, ovvero, ben strutturata, che produce tanto con poco sforzo. Il lavoro a distanza è remote working, cioè, lavoro in remoto, dunque via Internet, eseguito con mezzi elettronici, ed è un elemento dello smart working.
Si, è vero:insegnare a distanza non è poi tanto facile come forse molti credevano.
Ma è possibile. Basta solo sapersi organizzare usando i dispositivi informatici
come devono essere usati. Non occorre essere genii in campo, né dotati di
lauree specifiche. Occorre solo saper usare gli strumenti a disposizione per
questa nuova modalità operativa, e non è difficile. I nuovi dispositivi sono
semplici e alla portata di tutti. Anche i bambini sono forniti di smartphones e
sono in grado di manovrarli con estrema disinvoltura, molto più dei
"grandi".
Solo un particolare: le nuovissime
generazioni, fino all'età di vent'anni, si sono dimostrate molto meno abili coi
computers. Forse perché sono nati con i cellulari, diversamente dalla nostra
generazione (dal 1950 in qua) che ha incontrato i computers lungo la strada e
ha imparato ad adoperarli partendo dai primi modelli a parete, i famosi
calcolatori elettronici, adornati di cavetti e lucine, che coprivano almeno tre pareti di una stanza. All'epoca era roba da
fantascienza, visibile solo in certi film di genere.
In ogni caso, non importa. L' importante
è cominciare e l' inizio, grazie al Cielo, c'è stato. Ci si augura che questo
sistema continui. E non è assolutamente vero che il lavoro a casa, e da casa,
isoli. L'eventuale isolamento è voluto dal singolo il quale ha evidente
difficoltà nelle relazioni col prossimo. Succede. Per chi è socievole ed
estroverso non ci sono monitors o muri che possano ostacolare la propria
esuberanza.
Il mondo della scuola, però, funziona in maniera lievemente diversa. Specialmente alle elementari, i piccoli, appena usciti da casa e dalle coccole materne, cercano in classe la stessa calda e accogliente atmosfera che respirano all' interno delle loro dimore. Cercano contatti fisici con le maestre, mamme a tempo durante le lezioni.
E la faccenda si fà più difficile e delicata.
Un computer non è la mamma, né la maestra, e vedere la maestra sullo schermo di un portatile non ha lo stesso effetto che ha poterla toccare o perfino abbracciare. Pare incredibile, ma anche una maestra avverte la stessa mancanza di quel fantastico rapporto umano che instaura con i suoi piccoli allievi.
Rovescio della medaglia dello smart
working: questo metodo potrebbe contrarre posti di lavoro, necessitando meno personale che
svolga i vari incarichi. Ma non è ancora detto. Lo si potrà constatare allorquando questo nuovo modo di lavorare sarà entrato a pieno regime.
Tuttavia, il punto nevralgico è proprio
qui: il lavoro, che, comunque, non c'è, e il denaro, che è venuto a mancare nei
portafogli e nei conti correnti dei nostri compatrioti, specie in quelli di
commercianti e liberi professionisti, le categorie di lavoratori che campano
solo con gli introiti delle loro attività, senza poter contare su un reddito fisso.
Come risolvere la questione? Il governo e gli enti previdenziali sono intervenuti a cercare di tappare la grossa falla con provvedimenti tappabuchi last minute, simpaticamente, - e con una discreta dose di sana ipocrisia - denominati bonus.
Invero si sono scatenati: bonus per affitti, spesa, addirittura acquisto di biciclette e monopattini, riparazione di vetture, case e tutto ciò che è riparabile; equipaggiamento elettronico per remote working e didattica a distanza, e chissà cos' altro sarà inventato per rimpinguare le magre sostanze finanziarie, ulteriormente depauperate da mesi di immobilità forzata.
Eh già!
Forse è una mia balzana idea, ma questi interventi hanno l' aroma di una sorta di nemesi sopraggiunta inaspettata per chi ha peccato di appropriazione indebita di ricchezze altrui.
Per dirla in breve e parole semplici, I precedenti governi Italiani hanno sottratto
per anni denaro pubblico, denaro nostro, degli abitanti nello Stivale, sotto
forma di inique e, spesso, inutili tasse ed imposte che NON ci sono tornate
indietro sotto forma di servizi ai quali avevamo pieno diritto, e che abbiamo dovuto
pagare, oltre ad aver visto i nostri soldi sparire in misteriosi e
profondissimi baratri senza fine. Che ora i rei debbano restituire la
refurtiva in veste di contributi per far ripartire l'economia prima che il
Paese soccomba in una crisi senza precedenti? Sarebbe divertente, nonché di grande
soddisfazione per noi.
E' un'idea, eh!
Ultimo punto: la protezione sanitaria individuale. E' raccomandato fino alla nausea di indossare le mascherine, sebbene un buon numero di medici non le veda di buon occhio e non le ritenga una barriera abbastanza garantita contro il contagio , tuttavia, un dato è sicuro: non si sa se ci salveremo dal Covid, ma di certo ci ammaleremo molto meno di raffreddore ed influenza.
Che non è poi male del tutto !
Ebbene
sì. Ieri, 2 settembre, ho rimesso piede in un cinema nell' occasione di andare
a vedere TENET, film del momento, che pare aver riconciliato la gente con la 7a
arte, se mai ci abbia litigato.
Trafila
COVID: si attende fuori dal locale, si è invitati a compilare un modulino in
cui è stampato nome, cognome, numero di telefono, sala, orario inizio
spettacolo e altro. Violazione della privacy, qualcuno chiede e si chiede?
Niente paura, garantisce il giovane che dirige il traffico. I vostri dati
saranno dimenticati presto. Boh?
Una
volta compilato il modulino, si entra e ci si reca alla cassa, si consegna il
modulo e il cassiere ti mostra la piantina della sala cinematografica in cui
puoi scegliere il posto da dove vedere il film.
All'
entrata in sala, si scopre che una fila sì ed una no sono coperte da un nastro
rosso e bianco di quelli usati per sigillare un luogo non accessibile alla
plebe.
Tutte
misure di sicurezza anti-COVID. Efficaci? Non sappiamo, ma chi di dovere prova
a metterle in pratica e, soprattutto, a farle rispettare.
A
questo punto, accomodati sul nostro sedile ci accingiamo a vedere il film che
inizia quasi subito senza preamboli, senza pubblicità, senza anteprime di altri
film in uscita, se usciranno.
Il
film? TENET. L' ho scritto prima e
recensito qui.
Com'è?
Difficile dirlo. A me è piaciuto forse perché amo i film strani e questo lo è
di sicuro. Agli altri spettatori l' ardua sentenza.
La
trama è intricatissima, ma interessante. Si parla di viaggi nel tempo. Si cerca
di evitare un conflitto mondiale spostandosi avanti e indietro negli anni, nel
tentativo di bloccare un genocidio desiderato da un uomo che ha i giorni
contati e non vuole morire da solo.
Le
implicazioni morali sono tante e pesanti. E' possibile decidere il futuro dell'
umanità soltanto perché si è giunti alla fine dei propri giorni? Nessuno è Dio,
se questo esiste, e nessuno ha il diritto di decidere per gli altri, tuttavia è
comprensibile il pensiero di un individuo, senza dubbio dotato di una notevole
intelligenza, che vede la sua specie incurante
del declino a cui il pianeta va incontro.
Ma
non è questa la soluzione ideale per risanare le cose. E uno dei personaggi del
film glielo fa notare esibendosi in un predicozzo moralista finale che potrebbe
dar fastidio, però ci sta tutto, non per una questione religiosa, bensì
pratica.
Annientata
questa razza umana, siamo sicuri che un' eventuale prossima sia migliore della
presente? Se l' umanità non è stata creata da una mano divina e si ripropone in
un lontano futuro, dopo un olocausto, siamo certi che i nuovi esseri umani nasceranno
e si evolveranno con caratteristiche genetiche diverse dalle attuali nostre?
Oppure l' Uomo è proprio così, come quello che vive al nostro tempo? E se così
fosse, il genocidio sarebbe inutile.
Christopher
Nolan, il geniale regista del film, si è inoltre divertito a disseminare la
storia di enigmi: il Quadrato di Sator,
iscrizione latina, nonché nome di un personaggio della pellicola, è una pietra
su cui sono incise 5 parole palindrome, , ovvero: leggibili sia da sinistra che
da destra, composte da 5 lettere ciascuna.
TENET
SATOR
AREPO
OPERA
ROTAS
Si
scopre presto che le parole hanno un legame fra loro e, insieme, risolvono il
rebus.
Basta
seguire il film con grande attenzione.
Viaggi
nel tempo: argomento trattato un numero spropositato di volte
in tante opere letterarie e cinematografiche. Se fosse possibile, molti
tornerebbero indietro nel tempo per porre rimedio a guai apparentemente
irrimediabili, ma se gli eventi vengono cambiati cosa accadrebbe dopo? Se volessimo,
per esempio, impedire l' incontro fra i nostri genitori, noi non nasceremmo.
Non è facile come pensiamo, ma è divertente immaginarlo. Nel mondo della
fantasia ciò è fattibile, dunque, restiamo in quel mondo, rimanendo però sempre
consapevoli che solo in quella dimensione possiamo cambiare le cose come
vogliamo.
Nel
mondo reale, no, ma possiamo fare qualcosa almeno per migliorare la nostra vita
sulla Terra. Abbiamo il dovere di farlo. E ne abbiamo tutto il diritto. Il mio
non vuole essere il solito monito moralista. E' un dato di fatto. Una questione
pratica.
Al
termine di questa mia riflessione, e del resoconto di questa mia piccola
curiosa esperienza che, con tutta probabilità, molti avranno, invito a non
scoraggiarsi e ad andare ugualmente al cinema.
Per
questo film, la trafila anti-COVID vale. Per gli altri, non lo so ancora.